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Ormai sono passate diverse settimane dal primo incontro degli ASICSFrontRunner italiani a Cuneo. Ho voluto aspettare qualche giorno prima di scrivere questo post, perché si sedimentassero le emozioni.

La mia avventura ASICSFrontRunner è iniziata come per tutti, appena mi hanno comunicato che ero stato scelto: è stata una grande sorpresa e una forte emozione. Sapevo dell’affluenza alla chiamata alle armi, avevo a mia volta promosso i post di ASICS, ero cosciente (e sono cosciente) di essere un runner mediocre. Forse a passione magari qualche gara riesco a vincerla, ma a cronometro proprio no. Ma come dice il buon AFR Claudio, sarebbe peggio passassi il mio tempo libero alla SNAI!

Sono stati giorni strani: un mix di gioia, inconsapevolezza, sensazione di non essere adeguato al ruolo. Avevo quasi il timore di dirlo in giro perché sembra sempre che le robe belle arrivino per motivi extra merito. Ancora oggi mi chiedo il mio merito.

Parliamo di me: lavoro nel web da tanti anni, sono quasi 20. Ho iniziato a correre per caso una mattina (1° gennaio) del 2013 e da quel giorno non ho più smesso (a parte quando mi rompo!). Ho fatto tanti sport per mia fortuna: dal nuoto alla pallavolo, il mio vero sport primario. Dalla pesistica alla capoeira, dal ritorno alla pesistica al rugby. Poi un infortunio che mi ha spiegato perfettamente che con un bimbo a carico e un lavoro pendolare non potevo permettermi di farmi ancora male. Così quel primo dell’anno, mi vedevo ingrassato, i muscoli stavano lasciando il post alla pancia, un po’ come la notte all’alba. No… non era accettabile. Così una prima corsetta.

Dopo qualche settimana si accese una lampadina, una folle lampadina: perché non provare una garetta? Fatalità di lì a poco (aprile) ci sarebbe stata la Mezza Maratona di Padova. Mezza maratona? Ric sei scemo? Si… talmente scemo che quella fredda e bagnatissima mattina mi incontrai in parcheggio a Camposampiero con un amico, che stava iniziando una sfida pazzesca: preparandosi per l’IronMan. Lui era un certo Sberla… ma non ti rivelo altro, almeno per ora.

Da quel giorno un susseguirsi di allenamenti e gare: la mia bastarda abitudine di appassionarmi alle cose mi ha portato a “ingegnerizzare” gli allenamenti, a studiare e infine a finire tra le braccia della Garmin per una nuova sfida: fare la Maratona di Venezia.

Così nel 2015 ho tagliato per la prima volta l’obiettivo della “regina” con un 3h 43’ minuti che valeva un oro olimpico (Stefano non volermene).

Direi che con la mia storia basta anche così: oggi arrivo da un momento difficile. Dopo Venezia 2016 non ho ascoltato i messaggi del mio corpo (piede) e una pesante infiammazione m’ha messo in parcheggio per più di 3 mesi. Grazie alle cure dei ragazzi dell’Equipe di Rovigo e ad allenamenti riabilitativi oggi sono sceso in campo un’altra volta, mi sono rialzato, con i miei acciacchi e la mia passione. Passione che mi porta a svegliarmi alle 5 di mattina (#AlbaRunner) per fare allenamenti e non rubare tempo alla mia famiglia (ora i bimbi sono 2).

ASICSFrontRunner inizia con un lungo viaggio in auto: da Rovigo a Padova. Da Padova caricando su praticamente due sconosciuti (Andrea e Daniele) che mi hanno regalato un viaggio (ritorno compreso) di pura ilarità: 5 + 5 ore volate, sullo stile di Amici Miei, con un pizzico di tecnologia e di sadismo veneto DOCG. Praticamente è come quella famosa barzelletta: ghe j’era un rovigoto, un trevigian e un montanaro… ;)

Giorno 1: incontro con tutti gli altri ragazzi e brief tecnico. La parte che m’è piaciuta di più. Giorgio Garello - mammasantissima della scarpa - per me è un vero mito: starei ore ad ascoltarlo e a assorbire tecniche e segreti di materiali e biomeccanica della corsa. Ma è l’effetto IGS (Impact Guidance System) che mi ha colpito: non l’apparente sigla che ti sta dicendo che in quella scarpa c’è della tecnologia per progettata, ma il suo valore più ampio.

In ASICS si respira aria di tutt’uno: di clima leggero e produttivo, di collaborazione, di crescita, di vogliamo fare le cose per bene e vogliamo che i nostri clienti si sentano bene e si sentano ascoltati. Perché la qualità di un elemento è importante, ma se il sistema non è alla sua altezza e non comunica non vale niente. Con questo messaggio il team ASICS ci ha accolto (noi ASICSFrontRunnerItaly) e ci ha resi partecipi e protagonisti (si è detto anche “colleghi”) di un progetto, anzi di un’azienda, che mi sta stimolando.

Lascio ad altri, alle foto e ai video il racconto della corsa tutt’insieme, dello shooting fotografico, della cena e dei vari momenti insieme. Mi premeva comunicare quest’aspetto di ASICS che mi sta spingendo a credere in un progetto e ad esserne, nella mia piccola parte, protagonista. Chiaro è un progetto di marketing, di micro influencing, di promozione: non è un progetto agonistico, non dobbiamo vincere gare. Dobbiamo decidere se il messaggio e la filosofia ASICS ci appartiene e abbiamo voglia di divulgarlo nel modo corretto, ma soprattutto con passione.

Scritto da
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Riccardo Mares

Digital Manager from Rovigo

LA MIA DISCIPLINA
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