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Elisa Adorni è una FrontRunner ASICS della prima ora, ambasciatrice della filosofia #IMoveMe dal 2017. E non potrebbe essere altrimenti: corre, scia, nuota, va in bici, ma si dedica anche a yoga e pilates. È laureata in Scienze Motorie e si occupa di riabilitazione. Per lei lo sport è uno stile di vita a 360 gradi. E questo è uno dei motivi per cui, ancora oggi, è un’Asics FrontRunner.

Elisa Adorni, classe 1981 e sportiva praticamente da sempre.

Sì, fin da quando ero piccola. Ho iniziato da ragazzina con il nuoto poi, diventando grande, mi sono data allo sci d’alpinismo. Nel 2013 ho conosciuto Matteo: lui corre e così ho provato a seguirlo, allenandomi con il suo gruppo. Il suo allenatore, Fausto Nobili, ha capito che avevo del potenziale, evidentemente tanti anni di endurance mi avevano dato di base una buona resistenza e a correre non facevo fatica. Ha iniziato a seguirmi nella preparazione e in poco tempo ho notato i primi miglioramenti. Da allora ho perso il conto delle gare che ho fatto, in strada ma anche in montagna, un’altra mia grande passione.

Dal 2017, qualunque gara tu corra, lo fai con la maglia degli ASICS FrontRunner. Come è nata l’idea di sposare questo progetto?

Per caso. Mi è comparso l’annuncio su Facebook, giusto un paio di giorni prima che scadessero le iscrizioni. Ho mandato la mia candidatura appena in tempo. Non mi aspettavo certo di essere scelta! Però sono contenta, perché mi ha permesso di allargare i miei confini nella corsa.

In che senso?

Essere un Asics FrontRunner significa avere la possibilità di conoscere persone e posti nuovi, di gareggiare in altre città, di confrontarti con atleti diversi da te. Tra gli ASICS FrontRunner c’è chi corre in strada, chi in pista chi in montagna, ci sono maratoneti (anche campioni olimpici come Stefano Baldini) e triatleti. È davvero stimolante essere in un gruppo così eterogeneo e variegato. E soprattutto affiatato: ogni raduno, ogni gara in cui ci presentiamo in gruppo, ogni occasione di incontro, è una festa. Samo amici che condividono la stessa passione, quella per la corsa, anche se ciascuno di noi la vive con sfumature diverse.

Se dovessi dare qualche consiglio a chi oggi vorrebbe entrare nella community degli ASICS FrontRunner?

Per diventare un ASICS Frontrunner serve prima di tutto una cosa: la passione per la corsa, in una qualsiasi delle sue forme.

E poi la voglia di comunicarla, all’interno della community ma soprattutto all’esterno.

Nel nostro gruppo è indispensabile avere voglia di condividere, partecipare, mettere in comune stimoli ed esperienze, essere disposti a insegnare qualcosa, a mettere a disposizione la nostra esperienza, ma soprattutto ad imparare da quella degli altri.

Tutto questo ci dà un’energia pazzesca, ci stimola a fare sempre meglio, a provare nuove esperienze. Ci conferma ogni volta che lo sport – e in particolare la corsa – sono la nostra più grande passione.

Ed è con questa che vogliamo contagiare tutto il mondo: chi corre, a qualunque passo, chi vuole muoversi, in sintonia con la filosofia ASICS #IMoveMe.

Essere ASICS FrontRunner è una responsabilità, ma anche un enorme privilegio, per questo noi ci impegniamo al massimo, perché la nostra passione possa diventare di tanti.

Vista anche la tua esperienza, che consigli senti di poter dare a chi corre, magari a chi sta iniziando?

A chi inizia consiglierei di viverla con passione. La corsa deve essere un passatempo che ci fa stare bene, non un’ossessione. Consiglierei anche di non dimenticare tutti quegli esercizi complementari alla corsa, dalla propriocezione allo stretching, che spesso dimentichiamo ma che sono fondamentali per correre al meglio e, soprattutto, per prevenire gli infortuni. E poi magari di trovare un gruppo di amici con cui correre, che è un modo per non annoiarsi e avere lo stimolo giusto per continuare.

Ai miei colleghi runner dico di stare attenti alla dimensione competitiva che, se esagerata, porta malessere più che benessere e lo dico a me per prima. A volte andiamo alle gare solo se sappiamo di poterle vincere. Ma non ha senso. La corsa deve restare un divertimento, non un lavoro. Se no si rischia di perdere l’aspetto più bello, che è quello di stare insieme facendo quello che amiamo. La corsa non è sempre una gara.

Scritto da
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ELISA ADORNI

SCIENZE MOTORIE E ALLENATORE da PARMA

Gruppo di età: 38

Club: CUS PARMA

LA MIA DISCIPLINA
Trail run Triathlon 10 km
LA MIA DISCIPLINA
trail triathlon 10k