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Rimini, 9:00 del mattino di una normale domenica di inizio maggio, il cielo è coperto, l’aria è fresca, il mare leggermente mosso e l’acqua è terribilmente fredda.

Sulla linea di partenza del Challenge (una delle più belle gare di Triathlon in Italia che si svolge sul lungomare e nell'entroterra di Rimini) c’è l’assoluta consapevolezza che si tratterà di una competizione difficile da interpretare a causa delle condizioni climatiche.

Sono ormai trascorsi due anni dalla mia ultima gara a Rimini ed ho la strana sensazione di non essermi mai mosso da questa spiaggia. Eccomi ancora qui a scrutare l’orizzonte in cerca di quel punto in cui i pensieri si dissolvono; quella sottile linea in cui la mente si fonde con il corpo e tutto attorno a te scompare.  Sono ancora qui, un’altra volta in compagnia dei miei demoni ad aspettare il suono della sirena.

La muta stringe sempre di più, il respiro inizia a farsi sempre più affannoso e l’immagine di quel maggio 2015 irrompe a intermittenza nei miei pensieri come un neon ormai scarico. Quella corsa verso l’acqua, la rottura, il dolore lancinante, le lacrime, la consapevolezza, l’operazione, la fisioterapia; è tutto davanti a me.

Man mano che le batterie di partenza si tuffano in mare ed io mi avvicino, sento i muscoli iniziare a contrarsi. Saranno un centinaio di metri, forse anche meno. 

Vorrei partire subito, vorrei fare immediatamente quei venti passi nel bagnasciuga e tuffarmi quanto prima nell’acqua gelida. Vorrei finalmente correre mano nella mano con il mio demone per scrivere un finale diverso, ma devo aspettare ancora qualche istante.
Mi guardo attorno in cerca di un volto famigliare, sono alla disperata ricerca di un riferimento. Mi basta anche un solo istante, uno sguardo, un cenno di intesa che possa essere di sostegno alla situazione.

Il vento sale e le onde iniziano ad alzarsi. I mille pensieri si fondono e si confondono, distorcendo la percezione della realtà. Lampi di lucidità spezzano le proiezioni costruite dalla mente. Istanti che sembrano dilatarsi per poi richiudersi in un istante. 

Ci siamo, tocca a noi!

Prendo il mio demone per mano e mi lancio verso il traguardo.

 

  

Scritto da
portrait

Luca Conti

imprenditore from Parma

Gruppo di età: M42

Club: Black Bart Triathlon

LA MIA DISCIPLINA
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