CONDIVIDI
Sono prima di tutto una bellissima passione da condividere. Ora l’ho capito. Ma mi ci è voluto un po’ di tempo.

Tra passione e lavoro, lo sport ha sempre rappresentato una parte importante della mia vita. In un certo senso mi ha anche salvata, quando mi sono dovuta reinventare professionalmente. Ho unito le mie competenze di marketing all’esperienza nel triathlon e oggi sono Marcom Manager Fitness di Garmin Italia.

Faccio sport fin da quando ero piccola. Ho iniziato con il pattinaggio e poi, a 20 anni, sulla scia del papà ho scoperto la bici.

Un giorno, ho assistito a un triathlon sprint e mi sono detta: “Tutto qui? Posso farlo anch’io”. La mia prima gara di triathlon, però, è stata un disastro. Sbagliai strada e fui costretta a ritirarmi, ma mi fu utile per capire una cosa: le distanze corte non facevano per me, più fatica si fa e meglio è.

E se fai triathlon e scopri di amare le lunghe distanze, non puoi che avere un Ironman come obiettivo.

La strada per arrivarci è lunga e spesso si incrocia con momenti particolari della vita: li arricchisce o li esaspera, dipende.

Il mio primo mezzo Ironman al Challenge Rimini, ad esempio, l’ho preparato in un periodo complicato dal punto di vista professionale. Questo obiettivo mi ha permesso non solo di tenere occupata la testa, ma anche di imparare a credere un po’ di più in me stessa.

Ho iniziato a dedicarmi senza riserve agli allenamenti. Tutti i giorni, sacrificando in gran parte la vita privata. Ho imparato a confrontarmi con i miei limiti, ad affrontare da sola le mie paure. Ho capito che è facilissimo, quando fai così tanata fatica, pensare di gettare la spugna, ma anche che, alla fine, è una questione di testa. Devi lavorare su te stessa e non è sempre facile.

Nel 2014 ho corso il mio primo Ironman, a Maiorca. Non è andata benissimo, ma se sei un Ironman succede questo, che mentre gareggi pensi “Mai più” e invece il giorno dopo stai già cercando di iscriverti al prossimo. E così è stato anche per me. 2015: Ironman di Barcellona.

A fine agosto sarò ad Amburgo, per correre il mio quinto Ironman. Solo che nel frattempo sono successe alcune cose importanti. I periodi della vita cambiano e le carte si mescolano. Oggi che ho trovato la persona giusta e sto per sposarmi le priorità sono cambiate.

Lo sport resta importante per me ma non è più fine a se stesso, è una dimensione da condividere. Un anno fa pensavo solo al lavoro e al triathlon, non avevo una vita privata. Poi è arrivato Matteo e mi sono accorta che ci sono cose più importanti. Per lui sono disposta a rinunciare all’egoismo dei miei allenamenti. Oggi faccio sport ma faccio anche altro. Ho trovato un equilibrio tra il triathlon e la mia vita privata.

Se passo ore in bici, adesso lo faccio con Matteo. E se corro, lo faccio con gli ASICS FrontRunner.

Questo progetto non poteva arrivare in un momento migliore. Mi permette di condividere l’esperienza sportiva e la passione per la corsa, al di là della performance e del risultato.

È bello ritrovarsi in un gruppo così eterogeno, in cui ciascuno può portare la sua esperienza personale e sportiva. Alcuni FrontRunner li conoscevo già, altri li sto conoscendo poco alla volta, ma è bello potermi confrontare con persone diverse da me, con modi diversi di vivere la corsa: una passione che può avere tante sfumature.

E poi, per una patita come me, è una bella opportunità per scoprire tutti i prodotti ASICS che ancora non avevo provato.

Scritto da
portrait

Silvia Schiapparoli

Marketing manager from Milano

LA MIA DISCIPLINA
marathon long_distance_triathlon
LA MIA DISCIPLINA
marathon long_distance_triathlon

ASICS
FRONTRUNNER

Su Instagram