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La prima sensazione percepita nell’aprire la scatola ed ammirare le mie Novablast, non appena averle ricevute, è stata quella di avere tra le mani una scarpa che rievocava le opere architettoniche di Zeha Adid, grazie all’intersuola dal design accattivante e moderno, su di un’isola tropicale, il modello femminile è bianca come la sabbia con queste curve che mi riportano al lime, alle palme.

Virginia per novablast 1

Inizialmente, prese in mano, mi han dato la sensazione di non essere così leggere, invece appena indossate ho avvertito subito il loro peso ridotto (220g per il modello donna).

Quello che ho avvertito è stato di avere una scarpa estremamente morbida, come non mai. Questo è dovuto al fatto che in Asics gli ingeneri hanno creato una nuova mescola, definita FLYTEFOAM® Blast ,che dona al runner una sensazione di morbidezza e reattività lungo tutta la pianta del piede, quasi come se ci lanciassimo da un trampolino.

La tomaia è estremamente confortevole e formata da diversi fori che consentono altresì un’elevata traspirazione.

Ho voluto testare queste scarpe in diverse occasioni e situazioni, prima di giungere alla mia conclusione. La prima prova l’ho eseguita sul mio amato tapis Fufy, in una sessione di 15 km. Ovviamente la corsa su nastro non è paragonabile a quella sull’asfalto, eppure le sensazioni sono state positive da subito, eccetto una leggera sensazione di “larghezza” sul tallone destro (realmente mi accorgerò poi che, utilizzando una calza leggermente più spessa come anche da consiglio della mia amica teammate Alessia Sergon, questa sensazione sparirà). La scarpa appare perfetta in lunghezza.

La seconda prova l’ho effettuata su strada, durante un allenamento normale collinare di 32km. La scarpa si presenta eccezionale in discesa, la sua estrema ammortizzazione evita impatti troppo violenti del tallone in fase di appoggio. Anche in salita, la tecnologia FLYTEFOAM® Blast aiuta a spingere la gamba.

Virginia per novablast 2
   Purtroppo, l’unica nota dolente per quanto riguarda il mio piede, è che essendo iper pronatrice, questa scarpa mi fa pronare parecchio soprattutto con il piede destro, dal decimo km ho accusato problemi.

Il compromesso finale per poter utilizzare questo capolavoro, personalmente? Lavori brevi, per lo più specifici . Quindi via a ripetute , allunghi, non oltre i 10 km!

Sono certa che con loro, migliorerò anche il mio passo da ultramaratoneta !!

Scritto da
portrait

Virginia Nanni

Grafico pubblicitario da Pescara

Gruppo di età: 33

Club: Manoppello Sogeda

Allenatore: Francesco Guerra - Nico Leonelli

LA MIA DISCIPLINA
Ultra maratona Maratona
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