Tanti colori, un unico obiettivo: correre più veloce!

Cambiare disciplina non è semplice, ma con la scarpa giusta può essere più naturale la “transizione”.

Questo termine (transizione) non è usato assolutamente a caso, perché nel Triathlon (così come anche nel Duathlon), diventa un aspetto fondamentale e non trascurabile.

Già, perché proprio il passaggio dalla bici alla corsa (o dalla corsa alla bici), spesso non è così semplice come sembra. Anzi! Ed avere il giusto aiuto, proprio quando serve, non è così scontato.

ASICS GEL-NOOSA TRI™ 12 nasce proprio per questo scopo.

Rendere questo passaggio, il più veloce e confortevole possibile!

Come?

Tre sono gli elementi che rendono questa scarpa unica ed adatta a queste discipline, oltre che ai colori fluo (e che personalmente adoro) di ogni suo modello:

  1. La tomaia traforata;
  2. Il sistema di allaccio elastico;
  3. La linguetta posteriore;

Ma andiamo per ordine.

La tomaia aperta e traforata, che troviamo spesso nei modelli RUN FASTER di ASICS (vd. RoadHawk FF2), permette una maggiore traspirabilità del piede, soprattutto laddove il calzino potrebbe diventare “opzionale” (nel triathlon, infatti, i calzini possono diventare un “plus”, perché il passaggio da nuoto a bici esclude – tranne per i soggetti con problematiche di frizione o vesciche – l’utilizzo del calzino e così di conseguenza tra bici e corsa). Per questo, mantenere una calzata fresca, evita scomode problematiche post-corsa/gara.

Lacci? No grazie! O meglio...si, ma elastici! Sono un amante del dei “lacci rapidi”, presenti anche in altri modelli ASICS (tra tutti l’ASICS Fujitrabuco PRO). Ma in questo caso sono decisamente essenziali per velocizzare al massimo il passaggio da una scarpa (bici) all’altra (corsa). Grazie a delle piccole “palline” interne ai lacci è possibile regolare alla perfezione la calzata. Geniale a dir poco!

NOOSA GRILLO review

“Last but not least”, quella che possiamo definire la “chicca” di questa scarpa è la linguetta posteriore. Portare un “calzascarpe” in gara sarebbe un po’ complicato, e ci potrebbe far perdere troppo tempo, così come slacciare tutto o usare le dita per inserire la scarpa. Ecco qui che l’azione congiunta della linguetta e dei lacci elastici, permettono una calzata rapida e veloce (bastano poco più di 2 secondi per essere pronti a correre). Che trovata, sig. ASICS!

Testata in allenamento:

Testata in gara:

grillo noosa review

Valutazione finale:

Personalmente l’ASICS GEL-NOOSA TRI™ 12 mi ricorda tantissimo la sorellina DynaFlyte 4 (il drop è infatti lo stesso, 8mm), scarpa che amo moltissimo ed è stata compagna fedele del mio primo Triathlon ad inizio settembre 2020. Il valore aggiunto della Noosa sono tutti gli accessori e le particolarità di cui vi ho parlato prima, ma il comportamento su strada e pista è simile. Ritorno d’energia e leggerezza. Spero mi perdonerà la mia DynaFlyte se per le prossime gare dovrò tenerla in panchina.

Ps. Lo sapevate che Noosa è una città australiana dove si tiene annualmente, dal 1983, una manifestazione sportiva di cinque giornate che si conclude con una gara di Triathlon Sprint? #sapevatelo!

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Scritto da
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Lorenzo Grillo

Avvocato da Roma

Gruppo di età: 30-35
Club: ABG Team
Allenatore: Luca Desideri

La mia disciplina
Triathlon Track & field Trail run

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