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Mi sono iscritto a questo Ultra Trail dopo l'entusiasmante avventura dello scorso anno alla Dolomiti Sky Run, pur conscio della maggiore tecnicità del tracciato pirenaico.

La "Ronda dels Cimes" infatti segue i confini nazionali del Principato di Andorra, 170 km di lunghezza, 13.500 metri di dislivello positivo, con 16 cime oltre i 2.400 metri, compresa Comapedrosa, la più alta dello stato, coi suoi 3.000 metri.

Ma quando mi metto in testa una cosa, difficilmente non la raggiungo.

Sono partito alle 7 di mattina del venerdì da Ordino, con il giusto mix di rispetto per la distanza e la voglia di godermi questo incredibile viaggio, con l'unico obbiettivo di arrivare al traguardo (possibilmente sulle mie gambe).

La gara si è svolta in un ambiente davvero severo, sentieri molto tecnici, passaggi aerei, vie ferrate e discese ripide.

Il  paesaggio è grandioso, dalle cime brulle ai nevai, dai laghi glaciali alle foreste, tutto fa emozionare e battere il cuore a mille, non solo per la fatica, ma per la gioia immensa di essere lì in quell'esatto momento.

Durante la corsa sono sempre stato accompagnato da atleti da tutto il mondo che, come spesso accade nei trail, si rivelano persone speciali.

Persone, che probabilmente non rivedró mai piu nella mia vita, con le quali ho corso, sofferto, riso e sperato in un  modo così sincero e spontaneo da far ripensare a quanto sia stato meraviglioso.

Ecco il motivo che mi spinge a partecipate a queste manifestazioni estreme, la condivisione più pura di una   breve parentesi della mia vita in luoghi eccezionali, dove emerge il nostro lato migliore.

Dei 485 partiti, solamente 183 riusciranno a tagliare il traguardo, chi accompagnati da mogli e figli, chi con le lacrime di gioia e chi di dolore, ma tutti ben consci della prova appena superata.

Io sono stato il 76esimo di questi pochi fortunati.

Sono arrivato la domenica mattina dopo 50 ore di gara, in uno stato così "ascetico" da non riuscire nè a ridere, nè a piangere.

Le lacrime sono arrivate parecchie ore dopo.

Ringrazio di cuore il mio compagno di viaggio Andrea, Tatsuya e Raphael per le tante risate, François per avermi prestato la sua frontale la seconda notte, e Carlos e Josè Miguęl per la preziosa compagnia negli ultimi, lunghissimi, 40 chilometri.

Grazie agli ASICS FrontRunners Matthias, Mirjam ed Änna, per il tifo costante e a tutti i miei amici che da casa hanno seguito passo passo i miei progressi.

È stata un'avventura dura, cattiva, che ti distrugge il corpo ma che ti riporta in una dimensione tutta sua, difficile da spiegare, bisogna provare!

Scritto da
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Marco Scanziani

Restauratore from Verano brianza

Club: A team triathlon

LA MIA DISCIPLINA
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