CONDIVIDI
Non sempre ci si innamora di una scarpa con il colpo di fulmine: a volte serve l'innamoramento a cottura lenta

Dopo i primi anni di corsa, ho sempre usato scarpe piuttosto leggere, con tanto di parentesi natural arrivata fino all'uso di sandali. Quando ho avuto l'opportunità di provare le Nimbus 21 sono partito un po' prevenuto certo che non sarebbe mai stata la scarpa per me, che sono anche un po' pronatore e innamorato perso delle GT-1000 ormai da almeno 3 versioni.

Le prime uscite non sono state il top e continuano a cercare il confronto con i compagni di avventura (gli altri ASICS FrontRunner) i quali invece avevano già messo l'anello a questo modello, addirittura arrivando dalla "Nimbus 1".

Come in altri casi, ASICS non sempre la tocca piano, e questa nuova versione cambia fortemente il concetto di Nimbus. Se qualche versione fa era la scarpa "mollosa" per antonomasia - qualcuno lo chiama effetto chewing gum - oggi ci si trova davanti ad una scarpa decisamente diversa.

La prima cosa che la distingue dalle precedenti è il peso: se fino a qualche anno fa la "protettiva" della famiglia toccava i 350g, oggi con i nuovi materiali parliamo di 310 g nella versione da uomo, che per una A3... ops in ASICS questa categorizzazione non s'ha da usare, è una scarpa leggera.

La parte frontale della scarpa è ampia e permette al piede un appoggio pieno, coadiuvato dalla scelta della 3D FULL CONTACT Outsole, ovvero nessuno scanso a livello di pianta del piede. Sulla parte posteriore troviamo il classico mix di FlyteFoam e GEL per proteggere chi ha un appoggio più arretrato, fino a chi ancora rulla di tallone (mannaggia...).

Nella versione femminile spunta il PLUS 3 GENDERovvero un extra rialzo di 3 mm sul tallone al fine di un riequlibramento posturale per le signore, geneticamente diversa da noi maschietti.

L'ammortizzazione frontale è invece "diversa" dal concetto solito: la scarpa è più secca, l'intersuola è in FlyteFoam Propel (quello delle RoadHawk FF2): questo si traduce in un forte aumento della reattività e scapito della morbidezza. E' però da considerare che chi appoggia di avanpiede ha già una rullata più corretta e l'ammortizzazione è a carico del sistema piede, senza eccessive perdite di potenza.

Altre novità?

Impressioni?

All'inizio ho fatto un po' fatica: non riuscivo a capire l'intersuola dell'avampiede come lavorava. Oggi è la scarpa che uso quando ho le uscite easy che non disdegnano di qualche allungo - in pieno stile fartlek - o di qualche ripetuta a fine allenamento, proprio per dare sollievo e leggerezza alle gambe.

Sicuramente è una scarpa che può diventare la crossover per corridori medio-lenti o pesanti, ma si adatta benissimo anche a chi vuole tutelarsi nei medi-lunghi e non ritiene di avere bisogno di un supporto pronatorio. C'è comunque da sottolineare come la Nimbus 21 sia dotata del Medial Support System, un sistema per il miglioramento della stabilità: mi raccomando per usufruirne al meglio allacciare la scarpa in modo corretto.

Per maggiori dettagli o scoprire tutti i colori disponibili leggi la scheda sul sito ASICS Nimbus 21.

Scritto da
portrait

Riccardo Mares

Chief Operating Officier da Rovigo

Gruppo di età: M40

Club: Salcus

LA MIA DISCIPLINA
Mezza Maratona Maratona
LA MIA DISCIPLINA
half_marathon marathon