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Nell'esperienza come ASICS FrontRunner il principale "strumento di lavoro" sono le scarpe, ça va sans dire, tant'è che ne abbiamo a disposizione già 3 paia, due scelte sui nostri gusti ed una regalata al meeting di Cuneo che sfoggiamo orgogliosi sulle foto ufficiali.

Le ASICS Noosa FF. 

Come state vedendo è il prodotto di punta nella campagna pubblicitaria del nostro brand, c'è il bellissimo spot con Frodeno (oh per me c'è solo Lui) che vola su una pista aerea in formazione acrobatica con altri atleti che gira sui social e siti web che già fa capire che questa sia una scarpa molto spinta.

Quanto spinta? 

Beh, tanto! 

È una intermedia, per i nostalgici una A2, a differenza delle sue anziane sorelle non è più stabile ma neutra, anche qui nascono ogni giorno nuove filosofie per le quali sia necessario o no un supporto per pronatori. Rimane comunque una scarpa dedicata alle corse veloci, sicuramente il mantenimento del nome la garantisce per il triathlon, ed ovviamente per qualsiasi runner che abbia voglia di spingere ogni passo magari in cerca del PB. 

Il trimesh utilizzato è molto traspirante proprio per l'utilizzo nella terza frazione delle gare di Triathlon, magari sotto solleoni estivi ed orari improbabili, per cui ci si rovescia litri d'acqua addosso, e come mi insegnò mio padre allievo ufficiale lagunare "acqua entra acqua esce". Addirittura la soletta ha dei fori per aumentare la possibilità di mantenere i piedi freschi e drenare i liquidi con il normale movimento nella scarpa. 

noosa ff

Non per questo l'allacciatura chiude male, anzi trovato il giusto setup magari anche con lacci elastici (son triathleta nonché potenziale vecchietto da cantiere, valuto anche i dettagli) abbiamo una supervelocità di calzata grazie a una linguetta siliconata per un migliore grip tanto quanto quella posta sul tallone! La suola è studiata per un grip ottimale anche su bagnato, grazie a una impercettibile differenza tra centro pianta e bordo, senza una tassellatura evidente. 

La calzata si adatta bene a qualsiasi piede perché pur essendo abbastanza larga la pianta, la tomaia morbida, che anche senza calzini non  crea fastidi, il piede viene fermato anche da una conchiglia posteriore che abbraccia saldamente il calcagno. Finisco la descrizione prima di passare alla tecnologia con una chicca estetica, la presenza sulla suola attorno il tallone della scritta in rilievo  tri Noosa in cui sono inseriti i pittogrammi di nuoto bici corsa, top!

Adesso passo alla parte da ingegnere, comunque mancato, NERD: composizione della suola. 

La novità sta nell'assenza dello storico Gel di ASICS, proprio perché per alleggerire la scarpa si è trovato il modo di limare mantenendo una ammortizzazione utile con il nuovo materiale Flyte Foam (FF).

noosa ff

Giorgio Garello, super tecnico e santone delle scarpe in ASICS, ci ha spiegato la creazione di questo nuovo materiale, che aumenta la presenza di molecole d'aria nello storico EVA grazie ad una lavorazione a pressione aumentata (tipo pentola a pressione) in cui si inseriscono anche dei filamenti di Kevlar per mantenere la struttura per più km. Gli studi giapponesi del super laboratorio ASICS han dimostrato che l'ammortizzazione calerebbe progressivamente già nel corso dei primi 20 km, fino a ridursi a pochissimo a fine di una distanza come la maratona, gap che si accentua con la vita della scarpa portando fastidi sempre maggiori al runner. Ecco questo nuovo materiale pur ammortizzando (si sente alla prima calzata delle Noosa FF) mantiene intatta l'elasticità più a lungo sulla singola performance, tanto quanto nel chilometraggio totale.

Parlando di "misure" con le Noosa FF calziamo un drop 10mm, con una news sull' avampiede perché dai metatarsi la suola viene rialzata di 5mm verso le dita dei piedi creando una struttura che agevola la spinta, mettendoci già in una posizione che non sempre riusciamo a dare autonomamente (nel mio precedente articolo consigliavo di "sentire" il lavoro delle dita dei piedi se ricordate...). Ultimo particolare curioso, per una migliore protezione, fatta salva la leggerezza, rispetto alla sorella ASICS DynaFlyte, abbiamo un'altezza sotto il tallone di 24mm ed un minimo di 14 al metatarso.

Riassumendo vi ho raccontato una scarpa performante che aiuta la spinta, sicuramente adatta a chiunque e qualunque peso, magari solo per distanze brevi per chi come me pesa più di 80 kg, ma dovremmo gestirci da soli la coscienza e la salute, oltre che affidarci ai venditori che hanno lo scontrino come indicatore della performance, accattivante in un nuovo look meno chiassoso delle vecchie sorelle ed utilizzabile anche nel tempo libero, con la chicca della nostra passione incisa sulla suola.

Quindi cosa rimane da dire? 

DON'T RUN, FLY!

Vieni a scoprire le ASICS NOOSA FF

Scritto da
portrait

Andrea Toso

Impiegato from Treviso

Club: Si

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half_marathon marathon olympic_distance_triathlon
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