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Essere genitori e essere sportivi. Rinunciare al proprio agonismo in funzione dell'agonismo dei figli. Trovare la complicità coi figli nello sport.
Il mio babbo in surf e io che cerco di imparare

Ci sono due grandi verità legate al diventare genitore:

Hai voglia di leggere libri, vantarti dell’esperienza come baby sitter o zio: quando ti danno un fragolino in mano inizi a renderti conto che la tua vita è cambiata per sempre, che non avevi mai provato un’emozione simile e che è arrivato il tuo turno.

Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, grazie anche a mio papà che non ha mai praticato del gran sport da giovane (c’era da lavorare) ma che da adulto si è tolto belle soddisfazioni tra bici da corsa e windsurf.

Così i miei bimbi sono nati immersi nello sport: nel 2010 ancora giocavo a rugby, come amatore nei prodigiosi Veci della Rugby Rovigo mentre nel 2015 già correvo. Luca - figlio uno - è praticamente nato a bordo campo da rugby e ne è stato tanto colpito da iniziare prestissimo l’attività in Under 6. Anna si è fatta tutti i campi del triveneto, per seguire le partite del fratello: dopo un avvio non proprio “amore” nel nuoto, pare sia coinvolta dalla ginnastica artistica, ma è ancora davvero troppo presto.

Sport e figli uguale: trovare il tempo. Trovare il tempo uguale: pianificare. Personalmente ho sempre dato la precedenza agli impegni sportivi di Luca e questo è significato dover rinunciare a gare e eventi nel territorio. Ma si sa sono rinunce, che non sono gratis, ma si fanno assolutamente volentieri.

Da genitori penso sia doveroso avviare i bambini al mondo dello sport: è una scuola di vita, una scuola di responsabilità, un cammino di crescita e una potente valvola di sfogo. Quello che assolutamente è da evitare è incanalare i propri figli nell’attività sportiva, obbligandoli a ripercorrere le proprie orme o - peggio ancora - usandoli come strumenti per compensare mancanze della propria vita.

Obbligare i figli a fare sport? Beh diciamo che la parola “obbligo” non mi piace assolutamente, ma ritengo l’attività sportiva di importanza alla pari della scuola. Purtroppo viviamo in uno stato in cui questo concetto ancora non è passato, le lezioni di “educazione motoria” spesso diventano ore a disposizione per terze attività e la stessa scuola non è integrata con le società sportive.

Altra cosa fondamentale per un genitore è ricordarsi che lo sport non deve mai essere oggetto di punizione: l’attività sportiva è educazione, punire un figlio togliendo l’educazione mi sembra abbastanza un’idiozia. Se dovessimo seguire gli insegnamenti di Daniel Kahneman le punizioni non dovrebbero esserci, in luogo di premi, ma sappiamo benissimo che non è sempre così. Una cosa invece molto sensata sono quei modelli di integrazione sport-scuola in cui il premio è la possibilità di fare le gare o essere titolare, la punizione è la panchina, ovviamente gli allenamenti non devono saltare.

Infine c’è un ruolo importante di genitore legato all’agonismo. Il concetto di sport senza agonismo è pura fuffa: siamo animali e il confronto continuo fa parte della nostra vita, delle nostre cellule. Lo sport da delle regole al confronto e aiuta a canalizzare le energie. Ne ho parlato parecchio nel post Bimbi post e agonismo e non voglio dilungarmi. La cosa importante è che l’agonismo è dei bimbi, delle loro squadre e degli allenatori. I genitori devono sostenere i figli e non essere protagonisti: le altre forme di tifoseria e critica sono da allontanare ben oltre i confini del campo.

Bimbi e sport può essere anche un meraviglioso equilibrio con i genitori: dai bimbi che ti attendono al traguardo agli allenamenti condivisi con loro. Per noi runner farsi accompagnare dal bimbo in bici è davvero una bella soddisfazione, così come farsi una corsetta insieme o una sciata.

Essere genitori è una fortuna meravigliosa: l’ultimo consiglio che mi sento di dare è quello di imparare dai nostri bimbi ad essere buoni genitori, imparare ad ascoltarli e a trovare la complicità.

Buono sport e tanti auguri a tutti i babbi.

Scritto da
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Riccardo Mares

Chief Operating Officier da Rovigo

Gruppo di età: M40

Club: Salcus

LA MIA DISCIPLINA
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